09/04/2009

Garda Lake

Il Lago di Garda, o Benàco, o Bènaco (variante utilizzata sul lago e nelle zone limitrofe), oltre ad essere il più grande lago italiano (superficie di circa 370 km²) rappresenta un'importantissima risorsa per 3 regioni (è infatti unione tra 3 diverse regioni : lombardia (Brescia), Veneto (Verona) e Trentino Alto Adige (Trento).

Lago di origine glaciale, vive grazie alle acque che oltre al fiume Sarca (Emissario a Nord, vicino a Riva  del Garda) arrivano dai numerosi torrenti delle montagne che fanno da cornice :Baldo, M.te Altissimo, M.te Brione.... L'unico emissario è il Mincio.

CLIMA

Il Garda vive di un proprio micro clima che rende meno rigide le minime invernali e meno opprimente il periodo estivo. Vi sono da considerarsi comunque anche variazioni locali: gli effetti del lago solitamente si mantengono molto vicini alla costa, mentre già poche centinaia di metri da essa questi sono attenuati. L'effetto mitigatore del lago, comunque, è sempre dipendente dal regime di brezze, per cui anche località molto vicine possono avere temperature notevolmente diverse.

Ad esempio le zone costiere est-ovest risentono appieno dell'effetto mitigante dell'acqua, mentre altre zone come l'alto Garda trentino e le zone prossime alla Pianura Padana vedono gli effetti del lago in parte attenuati da vari fattori, soprattutto d'inverno. Le zone più miti del lago di Garda possono individuarsi con la riviera occidentale (Limone sul Garda, Gardone Riviera, Salò) e la zona di Desenzano del Garda-Sirmione. Più fredda risulta la bassa riviera orientale (Bardolino-Peschiera del Garda), maggiormente esposta alle masse di aria fredda presenti sulle campagne e pianure circostanti, e l'alto Garda trentino, influenzato dal cuscinetto di aria fredda invernale presente nella conca di Riva del Garda-Arco.

Direttamente sulle costa le temperature massime medie invernali non si discostano molto da quelle delle zone circostanti, mentre sono soprattutto le minime medie e assolute invernali a essere più miti ed a permettere lo sviluppo della caratteristica vegetazione mista con essenze sia locali che semi-mediterranee o mediterranee. Un buon "termometro" naturale per valutare l'inverno gardesano nelle varie zone può essere la presenza e stato di crescita delle palme Phoenix Canariensis: queste palme hanno problemi di gelo mediamente sotto i -7°C/-8°C e perciò, mentre a Salò, Gardone o Toscolano se ne possono trovare molti esemplari vecchi anche di 70-80 anni e alti 10-20 metri, a Peschiera, Garda o Riva-Arco queste palme sono molto rare e si trovano solo presso il lungolago.

Per quanto riguarda la neve, anche in questo caso sul Garda si riscontrano notevoli differenze fra le varie zone, ma generalmente se ne possono distinguere tre:

  1. Alto Garda: soprattutto in caso di nevicate da "addolcimento", sull'alto Garda le nevicate durano assai più a lungo che sul resto del lago e gli accumuli sono maggiori; le correnti sciroccali, infatti, non raggiungono facilmente la conca di Riva-Arco (se non a fine peggioramento), ed inoltre il già citato cuscinetto di aria fredda ha un notevole grado di resistenza;
  2. la restante costa gardesana: qui la neve di solito dura meno e gli accumuli sono assai più esigui, in particolare fra Sirmione e Desenzano, dove più facilmente arrivano le correnti sciroccali dal basso veronese e dove gli effetti del lago sulla temperatura si fanno sentire maggiormente;
  3. le zone dell'immediato entroterra sono più nevose e quasi ai livelli dell'alto lago, anche se le correnti da E-SE influenzano anche in questo caso la durata e gli accumuli della neve.

La gelata completa del lago di Garda è notoriamente avvenuta una volta sola negli ultimi 1000 anni: fu nel gelido inverno 1708, da molti considerato il più freddo inverno in Europa degli ultimi 7-8 secoli. Gelate parziali di alcuni porti o piccole baie si sono avute in altri inverni freddi del '700 e '800, come pure nei pochi inverni davvero gelidi del '900.

MALCESINE Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
Temp. max. media (°C) 9.4 10.8 13.4 16.7 21.3 24.8 28.0 27.5 24.0 19.4 13.5 10.0 10.1 17.1 26.8 19 18.2
Temp. min. media (°C) 3.9 4.6 6.6 9.3 13.3 16.4 19.4 19.4 16.8 12.2 8.0 4.1 4.2 9.7 18.4 12.3 11.2
Piogge (mm) 43 44 45 48 62 84 56 82 39 34 86 30 117 155 222 159 653
Giorni di pioggia (≥ 1 mm) 4 5 5 7 8 9 6 7 6 3 6 3 12 20 22 15 69
RIVA DEL GARDA  Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
Temp. max. media (°C) 5.4 7.3 12.7 16.8 21.3 24.9 27.7 27.1 22.9 17.0 10.6 6.3 6.3 16.9 26.6 16.8 16.7
Temp. min. media (°C) -1.9 -1.1 2.9 6.5 11.1 14.0 17.0 16.1 12.9 8.8 2.8 -1.0 -1.3 6.8 15.7 8.2 7.3
Piogge (mm) 55 46 74 90 105 100 91 98 86 129 105 71 172 269 289 320 1050
Giorni di pioggia (≥ 1 mm) 6 6 8 12 14 13 10 11 9 13 9 7 19 34 34 31 118

Fonte : WIKIPEDIA

 

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Ma forse la cosa che rende ancora più famoso il Lago di Garda, sono i suoi venti che rappresentano per la zona una splendida risorsa riconosciuta e rinomata anche all'estero.

VENTI

I principali venti del lago di Garda sono:

  • Peler: è un vento costante caratteristico del Lago di Garda, proveniente da Nord e che interessa quasi tutto il lago, soprattutto l'alto ed il medio Garda. Soffia dalle prime ore della notte (2-3) fino a circa mezzogiorno (11-12) e si rafforza dopo il sorgere del sole a causa dell'aumento della temperatura. Nella parte orientale del medio Garda è un po' più forte ed in estate può raggiungere velocità fino a 15 m/s con conseguente formazione del moto ondoso. Viene sfruttato per la pratica del windsurf da numerosi appassionati che escono all'alba nei pressi di Limone o di Malcesine.
  • Ora: dal latino aura cioè "alito", è una brezza di valle proveniente dalla pianura Padana che spira da Sud poco dopo la caduta del Peler (12-13) sino al pomeriggio inoltrato. Interessa in maniera significativa il medio e soprattutto l'alto garda dove acquista velocità per effetto Venturi, dovuto alla particolare conformazione a "forma di imbuto" del lago e delle montagne circostanti; il basso Garda risulta solitamente poco interessato, soprattutto nei mesi estivi. È meno intenso del Peler e dell'Ander, abitualmente raggiunge una velocità tra i 5-6 m/s anche se nei mesi estivi, nel quale è più intenso, può arrivare a velocità di 10-12 m/s originando un rilevante moto ondoso soprattutto nell'alto Garda. Viene sfruttato nelle ore pomeridiane da catamarani, windsurf e barche a vela che navigano nelle acque all'altezza di Torbole.
  • Ponal: è un vento tipicamente estivo e di forte intensità. Soffia dalla valle di Ledro nelle ore mattutine e nelle ore serali seguendo il solco del torrente Ponale da cui ne deriva il nome.
  • Bali, Balìn, Balinot o anche Spisoca: è un vento proveniente da Nord tipicamente invernale, originato da un forte abbassamento della temperatura spesso dovuto ad intense precipitazioni a carattere nevoso. Può raggiungere velocità fino a 20 m/s e dare luogo ad un forte moto ondoso.
  • Ander: è un vento costante proveniente da Sud-Ovest che spira nel primo pomeriggio e che si protrae solo per poche ore interessando soprattutto il Basso Garda. A volte può però raggiungere l'alto Garda e soffiare anche di notte. Può raggiungere velocità fino a 10 m/s dando luogo ad onde irregolari soprattutto da metà lago in su.
  • Vinesa: è un vento costante proveniente da Est Sud-Est e che soffia dalla sponda veronese verso quella bresciana. È dovuto a perturbazioni in corso nell'alto Adriatico o all'insorgenza della Bora; in tal caso se il cielo a Est Sud-Est di Peschiera diventa di colore scuro, si preannuncia l'arrivo di questo vento portatore di mal tempo. Può essere molto pericoloso per la sua forza e per il moto ondoso che origina.
  • Boaren o Boarno: è una brezza di terra proveniente da Vobarno (da cui il nome) in Val Sabbia e che spira al mattino o alla sera da Ovest Nord-Ovest uscendo dal Golfo di Salò e allontanando il Peler dal Golfo di Toscolano-Maderno. È di varia intensità con una velocità massima che può arrivare 5-6 m/s anche se solitamente è debole e pertanto non riesce a lambire la sponda veronese ne causare moto ondoso. È un vento che solitamente porta bel tempo.
  • Gardesana: è un vento spira da Garda in direzione di Sirmione .
  • Visentina: è un vento originato dal maltempo che scende da San Vigilio interessando il basso Garda.
  • Fasanella: è un vento costante, solitamente di scarsa intensità, che si forma nel primo pomeriggio ad ovest di Fasano (fraz. Gardone Riviera) e soffia verso est fino al tramonto, raggiungendo anche il basso Garda. Può anche incanalarsi verso l'alto Garda ed acquistare forza per effetto Venturi, originando moto ondoso a partire da Tignale. È tipico del periodo estivo, porta bel tempo e rende il lago di color verde azzurro.

Fonte : WIKIPEDIA 

CURIOSITA' :

Si trova in provincia di Verona il fiume più corto del mondo : il fiume Aril (chiamato anche Ri) è uno dei 25 immissari del Lago di Garda e  scorre  tra la frazione di Cassone e Malcesine. Ha una  lunghezza soli 175 metri e nel suo breve percorso è attraversato da tre ponti ed ha una cascata !!! 

 

UN PO'  DI STORIA... (fonte : WIKIPEDIA)

Il lago di Garda divenne territorio romano nel 197 a.C. (precedentemente era stato sotto il controllo dei Veneti e dei Galli Cenomani), e nell'89 a.C. vennero concessi i diritti già delle città latine, per volontà del console romano Gneo Pompeo Strabone. In età imperiale probabilmente Lonato, Sirmione, Lazise, Torri del Benaco e Malcesine erano difese da mura.

L'agro veronese durante il dominio romano (il resto del lago faceva parte dell'agro bresciano)

Nel 243 nel Garda si verifica il primo terremoto ricordato da fonti storiche, una leggenda narra che fu un vero e proprio cataclisma e le conseguenze furono talmente disastrose che la città di Benacus scomparve tra le acque del lago (questa città si trovava dove ora sorge Toscolano). Anche l'Isola del Garda ebbe origine in quel periodo, quando a seguito del cataclisma si staccò dalla vicina costa di S. Felice. Pochi anni più tardi, nel 268, nelle vicinanze del Garda si combatté la battaglia del lago Benaco tra l'esercito dell'Impero romano, comandato dal futuro imperatore Claudio il Gotico, e la federazione germanica degli Alemanni. La schiacciante vittoria ottenuta dai Romani segnò l'inizio della ripresa dell'impero dopo la Crisi del terzo secolo, ma non fu sufficiente a frenare le incursione germaniche in Italia.

Nel 568-569 i Longobardi occuparono l'Italia settentrionale, e quindi anche l'area del lago, anche se loro testimonianze sono presenti più che altro a Sirmione e Garda, forse perché città strategicamente importanti e già dotate di fortificazioni. Il lago rimase al confine tra tre potenti ducati longobardi, quelli di Verona, di Trento e di Brescia, e fu al centro di un'importante rete di comunicazioni, sia commerciali sia militari. Nel 963 l'imperatore Ottone I conquistò Garda, dove si erano rifugiati i figli del re d'Italia Berengario II, mentre all'inizio dell'XI secolo dopo un suo successore sul trono imperiale, Enrico II, creò la contea di Garda.

Nel XIII secolo la sanguinarie lotte tra fazioni guelfe e ghibelline si fecero ancora più aspre, e alcune testimonianze indicano che le città del basso lago e della sponda occidentale si schierarono in favore della parte ghibellina, anche per difendere la propria indipendenza da Brescia, che era invece uno dei capisaldi dei Guelfi. Nel 1207 i Montecchi (famiglia ghibellina di Verona) vennero battuti a Verona dai Sambonifacio, e così anche la Gardesana (la sponda orientale) venne coinvolta direttamente nella guerra civile combattuta dalle fazioni veronesi (che tra l'altro avrebbero portato in seguito all'ascesa della Signoria degli Scaligeri). I capifamiglia dei Montecchi furono cacciati dalla città dai Sambonifacio, e furono costretti a rifugiarsi nel castello di Garda, e poi in quello di Peschiera del Garda, dove furono messi sotto assedio: furono catturati solo due anni dopo, e furono consegnati all'imperatore Ottone IV. Da allora la forza dei Montecchi venne meno (anche se rimasero a Verona, fino all'espulsione attuata da Cangrande I della Scala per avere tentato di prendere il potere insieme a Federico della Scala).

Secondo la tradizione intorno agli anni Venti del Duecento san Francesco d'Assisi fondò un monastero sull'isola di Garda. Nel 1276 Mastino I della Scala e Alberto I della Scala organizzarono una spedizione contro Sirmione, dove era presente una corposa comunità di eretici Catari e Patareni, per poter togliere Verona dalla scomunica papale. In questo periodo si affermò la Signoria scaligera, che avrebbe lasciato molte testimonianze nei centri abitati del lago (soprattutto, ma non solo, nella sponda orientale).

Nel 1387 il Garda orientale viene occupato dai Visconti, ma nel 1405 passa nelle mani della Repubblica Veneta, con la dedizione di Verona a Venezia, mentre la sponda occidentale è afflitta da una nuova lotta tra ghibellini e guelfi. Vent'anni dopo, nel 1426, i Visconti perdono Brescia (e quindi anche la sponda occidentale del lago) che passa nelle mani di Venezia, anche in questo caso tramite dedizione: i 34 comuni benacensi ottengono dalla Serenissima ampie autonomie, ed a Salò si stabilisce il provveditore della Riviera. La guerra tornò a insanguinare le acque gardensi nel 1438, per via della guerra tra Venezia e Milano: un evento eccezionale fu il passaggio di una flotta, composta da sei galere e venticinque navi, sulle pendici del monte Baldo, trainate da 2.000 buoi. Questa flotta navigò sull'Adige e giunse fin quasi a Rovereto, da dove venne trasportata sino al lago di Garda via terra (il viaggio durò 15 giorni). La flotta venne utilizzata nel lago per contrastare quella milanese, ed ebbe il suo maggior successo in un'importante battaglia presso Riva del Garda, che costrinse la città a capitolare.

La Repubblica Veneta governò il lago per quattro secoli

Nel 1508 si costituisce la lega di Cambrai (la quale ha delle mire anche sulla regione gardesana) contro la Repubblica Veneta: Venezia rafforza i castelli di domini di Terraferma, tra i quali quelli di Salò e Padenghe, ed invia galee sul lago, oltre a farne costruire di nuove direttamente sul Garda, presso l'arsenale di Lazise. I veneti perdono parte dei loro domini, che vengono però recuperati nel 1512, quando a Salò può tornare il provveditore. Nel 1516 scende in Italia l'imperatore Massimiliano, e la Riviera torna nuovamente in mano tedesca. Presto però i territori tornano ancora in mano veneta.

Per lungo tempo il territorio non venne colpito direttamente da guerre: solo nel 1701 venne coinvolto nella guerra di successione spagnola, quando spagnoli e francesi si posizionarono nelle valli bresciane e sul monte Baldo, in modo di fermare la discesa delle truppe imperiali. Tra anni più tardi alcune zone vengono occupate dalle truppe imperiali, ma a nulla valse l'invio di ambasciatori da parte della Serenissima, che si era mantenuta neutrale. Anzi, durante la permanenza di truppe francesi e tedesche vi furono numerosi scontri, e i centri abitati sono più volte bombardati da navi. Solo a giugno la guerra si sposta dal lago in altri territori.

Nel 1786 Johann Wolfgang von Goethe si ferma a Torbole e Malcesine, mentre dieci anni dopo il lago viene coinvolto nelle guerre napoleoniche: a fine maggio i francesi avanzano fino al lago ed il 30 sconfiggono gli austriaci a Borghetto sul Mincio e conquistano Peschiera. A fine luglio vengono invece sconfitti i francesi, che devono ritirarsi oltre Salò, che viene occupata dagli austriaci. Si svolgono quindi numerosi nuovi scontri tra gli avversari sul campo di battaglia del lago di Garda. L'anno seguente i francesi occupano pure Mantova, mentre le valli bresciane e la Riviera insorgono, anche se la Repubblica Veneta mantiene il suo status di neutralità, e non invia aiuti in soccorso. I veronesi organizzano indipendentemente delle spedizioni contro i centri occupati dai francesi, ma vengono sconfitti e devono ritirarsi a Verona, dove il 17 aprile ha inizio le insurrezioni antifrancesi denominate Pasque Veronesi. Il 17 ottobre viene però firmato il trattato di Campoformio: ai francesi vanno le sponde sud-occidentali, mentre agli austriaci quelle nor-orientali. Nel 1799 la guerra continua lungo il lago, anche con incursioni dall'acqua, e l'anno successivo la Riviera torna in mano francese.

Nel 1815, con la Restaurazione, nasce il Regno Lombardo-Veneto, e tutta la regione gardense torna in mano austriaca.

Immagine della battaglia combattuta sulle colline del Garda nel 1866 (battaglia di Custoza)

La prima guerra d'indipendenza si fa sentire anche sul lago di Garda: a Salò vengono fatti prigionieri alcuni soldati austriaci, ed il giorno seguente le insegne austriache vengono abbattute. L'esercito austriaco è costretto a ritirarsi sulla linea del Mincio per l'avanzata delle truppe piemontesi, ma, dopo la sconfitta piemontese di Custoza, viene firmato un armistizio, e torna la situazione ante guerra. Nel 1859 inizia la seconda guerra d'indipendenza, ed il 18 giugno i cacciatori delle Alpi riescono ad entrare a Salò, ma Garibaldi deve spostare le truppe nelle valli bresciane. Poco dopo viene combattuta la battaglia di Solferino, vinta dai franco-sabaudi, ma con l'Armistizio di Villafranca finisce la guerra, ed il Garda torna ad essere confine, in questo caso tra italiani ed austriaci. Nel 1866 inizia la terza guerra d'indipendenza, e Garibaldi torna a Salò, e anche questa è obbligato a spostarsi, in questo caso in trentino. Nonostante l'umiliante sconfitta italiana per mare e per terra il Veneto viene consegnato al regno d'Italia.

Durante la prima guerra mondiale si combatte sull'alto Garda, lungo le linea del nord Baldo, ed il 23 luglio avviene il primo bombardamento aereo (colpita Riva del Garda), il secondo il 10 agosto (colpita Malcesine), il terzo il 25 ottobre (Riva). L'anno seguente vengono installate artiglierie e teleferiche, ed il 20 febbraio Riva viene colpita nuovamente. Nuovi bombardamenti colpiscono Desenzano, Nago e Torbole. Nel 1918 viene bombardata nuovamente Riva, mentre continuano le battaglie sul Baldo. Vengono successivamente bombardate Limone e Riva, ma con la fine della guerra anche la sponda trentina passa in mano italiana.

Fino al 1943 la seconda guerra mondiale non si fa sentire particolarmente, ma dal 15 settembre il Comando tedesco si insedia a Limone, mentre il 10 ottobre Benito Mussolini si stabilisce a Gargnano, e nasce la cosiddetta Repubblica di Salò (o più propriamente Repubblica Sociale Italiana). Il primo bombardamento pesante colpisce il viadotto ferroviario di Desenzano del Garda, mentre vengono mitragliata da aerei l'ufficio postale di Torri del Benaco e le postazioni contraeree di Malcesine. Successivamente vengono compiuti bombardamenti su centri abitati della sponda veronese, e nel 1945 si possono "ammirare" nel cielo i combattimenti tra caccia anglo-americani e italo-tedeschi.[

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